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LA CAPPELLANIA OSPEDALIERA ne ?IL LIBRO DEL SINODO ? un futuro di speranza? - 13/12/2002

La pastorale della salute
285. Negli ospedali e nelle istituzioni sanitarie pubbliche e private, "dove la carit? si misura con il mistero della sofferenza e dove pi? grave ? il costo di ogni mancanza di attenzione alla dignit? della persona" (Evangelizzazione e testimonianza della carit?, 48), sia assicurata l?assistenza spirituale e religiosa ai malati e la comunit? ecclesiale sia presente ed operante in modo significativo con sacerdoti, religiosi e laici, attraverso i due organismi pastorali:
a. la Cappellania ospedaliera mista, perch? si mostri al malato, ai familiari ed agli operatori sanitari il volto variegato della Chiesa e sia segno credibile della tenerezza di Dio;
b. il Consiglio pastorale ospedaliero, "uno degli strumenti pi? efficaci per esprimere la comune responsabilit? nella pastorale" (Nota della CEI: La pastorale della salute nella chiesa italiana, n. 42), perch? coinvolga i rappresentanti di tutte le categorie operanti in ospedale nella evangelizzazione e nella umanizzazione dei luoghi di sofferenza.
286. Alla luce delle profonde trasformazioni del Servizio sanitario nazionale, che va spostando le cure al malato dalle strutture sanitarie ed ospedaliere a quelle del territorio, le comunit? parrocchiali crescano nell'impegno della pastorale della salute con:
a. la sollecitazione dell'intera comunit? cristiana all'interesse dei temi della salute e della malattia, della vita e della morte, del dolore e della gioia nei percorsi di catechesi, nelle celebrazioni liturgiche, nella testimonianza della carit?;
b. la formazione dei nuovi operatori pastorali sanitari del territorio (diaconi, ministri straordinari della Comunione, religiose e religiosi, laici) attraverso le iniziative dell'Ufficio per la pastorale della salute, soprattutto la Scuola di pastorale sanitaria, e quelle organizzate dalle stesse parrocchie o vicariati;
c. la collaborazione tra le comunit? parrocchiali e le comunit? ospedaliere per un reciproco stimolo ed arricchimento, attraverso piste operative da ricercare insieme.
287. I sofferenti siano aiutati essi stessi soggetti attivi di pastorale , di annuncio di salvezza e di testimonianza cristiana per quanti li avvicinano. La comunit? esprima la carit? nel tempo della malattia con la presenza discreta, la condivisione, la solidariet?, l?accompagnamento, la preghiera, la celebrazione dei sacramenti. I ministri straordinari della Comunione siano mediatori fra gli ammalati e la comunit?, facendosi voce della comunit? presso gli ammalati e voce degli ammalati presso la comunit?.
288. Particolare attenzione va rivolta alle famiglie visitate dalla malattia: siano oggetto di premurosa attenzione da parte della comunit? parrocchiale perch? l?esperienza della sofferenza diventi per le une e per l?altra momento di evangelizzazione, occasione di crescita nella comunione e nella solidariet?, verifica della carit?.
289. Le parrocchie e le comunit? di religiose e religiosi, soprattutto quelle situate nel territorio vicino agli ospedali e alle case di cura, preparino una o due stanze autonome, destinate all?ospitalit? gratuita e temporanea dei parenti dei malati, con la collaborazione dell?Ufficio per la pastorale della salute, chiamato a coordinare i servizi e a garantire la seriet? e la sicurezza degli ospiti.

(cfr. Arcidiocesi di Bari ? Bitonto, Il Libro del Sinodo ? un futuro pieno di speranza, Ecumenica Editrice, Bari gennaio 2002)

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