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ISTITUZIONE DELLA CAPPELLANIA OSPEDALIERA - 04/12/2002

E? STATA ISTITUITA LA CAPPELLANIA OSPEDALIERA MISTA
PRESSO IL POLICLINICO DI BARI

Un evento di speranza
?In riferimento alla Nota della CEI, La pastorale della salute nella Chiesa italiana del 1989, sono lieto di conferirLe il Mandato pastorale per la Cappellania Ospedaliera, per tre anni. Svolger? il suo lavoro in modo continuativo e gratuito, alleviando le sofferenze dei malati, sostenendoli e confortandoli. Il Signore La benedica e La protegga sempre?.
Con queste parole l?arcivescovo di Bari/Bitonto, mons. Mariano Magrassi, durante la concelebrazione eucaristica, la sera del 20 dicembre 1997 ha istituito la Cappellania ospedaliera mista del servizio religioso dell?Azienda ospedaliera ?osp. Policlinico - Consorziale? e vi ha inserito 6 operatori pastorali sanitari, che si affiancheranno ai 7 assistenti spirituali gi? operanti.
Significativa ? stata la partecipazione numerosa della comunit? cristiana e la presenza del dottor Michele Pontrelli, direttore generale dell?Azienda ospedaliera, con la sua intera famiglia.
Questo atto ? stato un punto di arrivo di un progetto, concepito otto mesi prima, quando la comunit? delle Figlie della carit? decideva a malincuore, come Congregazione, di lasciare il proprio posto di lavoro nell?ospedale dopo 150 anni di ininterrotta presenza, svolto nello spirito di servizio agli ultimi di san Vincenzo de Paoli.
Le religiose, in numero ridotto, hanno pensato di riconvertire la loro presenza e, quindi, di ?ritornare? tra i malati in una nuova veste operativa: quella dell?animazione pastorale e spirituale. In tal modo le tre suore, alle quali si sono uniti un diacono permanente ordinato di recente e due ministri ausiliari della comunione eucaristica, hanno costituito l??quipe del nuovo organismo pastorale ospedaliero.
L?istituzione della Cappellania ospedaliera allargata o mista, da parte della Chiesa locale, della Fraternit? provinciale dei Cappuccini di Puglia e della Congregazione delle Figlie della carit?, ha voluto offrire all?Azienda un segno concreto di collaborazione e un contributo specifico, affinch? le trasformazioni in atto nel mondo della sanit? si risolvano in autentico progresso, nel rispetto della dignit? dell?uomo.
Ma...cosa ? una Cappellania ospedaliera?
Sorge spontanea la domanda: cosa ? effettivamente una Cappellania ospedaliera?
?E? l?espressione del servizio religioso prestato dalla comunit? cristiana nelle istituzioni sanitarie? ed ? soggetto attivo privilegiato della pastorale sanitaria. Questo organismo ecclesiale ?? composto da uno o pi? sacerdoti cui possono essere aggregati anche diaconi, religiosi e laici?. In tal modo la Chiesa, popolo di Dio, pu? offrire un?immagine di Dio e di s? pi? ricca e variegata nella stagione della malattia e del ricovero, secondo la teologia conciliare della comunione e della comunit?.
Come si svolger? ora il servizio religioso della Cappellania?
Gi? la CEI ne ha delineato i compiti principali: essere segno ecclesiale reperibile, che renda possibile un?azione missionaria; essere luogo e strumento della tenerezza di Dio verso chi soffre; promuovere e coordinare tutte le forze presenti nella comunit? ospedaliera; animare il territorio per coinvolgerlo nella promozione della salute e della pastorale sanitaria (Cfr., La pastorale della salute..., n. 80).
Pi? concretamente, la pastorale sanitaria in ambito ospedaliero vedr? tutti i componenti della Cappellania impegnati nel raggiungimento delle seguenti finalit?:
- vivere e far vivere una vita liturgica e spirituale, come singoli e come comunit? di credenti, scandita sull?anno liturgico e fondata sul mistero pasquale;
- collaborare attivamente alla preparazione e alla realizzazione del programma pastorale annuale, con momenti di verifica periodica;
- offrire una testimonianza d?amore tra i malati, i loro familiari ed il personale con un?opera di evangelizzazione, di umanizzazione, di gratuit? nei reparti assegnati a ciascuno;
- lavorare in sintonia con l?Assistente religioso dei reparti, col personale sanitario ed, eventualmente, con i volontari;
- visitare i malati dei reparti, in giorni ed orari ben definiti, per ascoltarli, confortarli, aiutarli nei loro bisogni fisici, psicologici e spirituali;
- portare la Comunione ai malati e preparare gli stessi a ricevere gli altri sacramenti;
- frequentare la Scuola diocesana di pastorale sanitaria per migliorare la propria formazione ed assicurarsi una preparazione teologico - pastorale specifica.

I benefici del nuovo organismo pastorale
Con la Cappellania ospedaliera allargata la comunit? ecclesiale si arricchir? di nuove esperienze pastorali:
1. La persona e la figura del diacono sar? inserita formalmente nel mondo della carit?, da cui ? nato alle origini della Chiesa. Il suo servizio nel mondo della sofferenza manifester? pi? chiaramente la sollecitudine di Cristo e della Chiesa verso i malati.
2. La religiosa consacrata sperimenter? un nuovo ruolo di presenza operativa nelle strutture sanitarie: da infermiera o caposala con funzioni dirigenziali spesso ?ingrati? passer? a svolgere un compito pastorale pi? congeniale ed umanizzante accanto al ricoverato per essere mezzo pi? diretto della grazia di Dio.
3. I laici troveranno un?espressione concreta della valorizzazione della loro missione apostolica e della corresponsabilit? nell?evangelizzare e testimoniare la carit?: la loro presenza tra coloro che sono visitati dal dolore svilupper? le molteplici dimensioni della pastorale sanitaria: la presenza amorevole e l?accompagnamento fedele nell?ora della prova.
4. La nuova esperienza nel campo della pastorale sanitaria porter? nel futuro alla istituzione di nuovi ministeri laicali, per esempio quello della consolazione, e forse ad un inserimento giuridico delle nuove figure pastorali nell?organismo del personale del servizio religioso ospedaliero, con riconoscimento da parte dell?autorit? ecclesiale e dell?Azienda.
5. La molteplicit? dei componenti della cappellania permetter? una suddivisione pi? razionale dei compiti e permetter? di guardare ai nuovi orizzonti di presenza e di proposta operativa nell?ambito della pastorale della salute.

Nuovi orizzonti di presenza e di proposte operative
La Cappellania ospedaliera mista del Policlinico potr? pensare al prossimo futuro ad ulteriori traguardi di presenza e di proposte operative:
- La collaborazione con le parrocchie vicine prender? corpo attraverso la presentazione di piccoli progetti di interazione tra la comunit? ospedaliera e la comunit? cristiana del territorio.
- Il tirocinio pastorale dei seminaristi cappuccini della facolt? di teologia di S. Fara permetter? di conoscere concretamente il mondo della sofferenza e di allargare gli orizzonti apostolici dei futuri sacerdoti.
- La ricerca scientifica degli alunni della Scuola di pastorale sanitaria della diocesi trover? spazio fecondo nei reparti del Policlinico con l?approccio ai malati di diverse patologie e con problematiche umane e spirituali pi? ampie.
- Il contributo all?umanizzazione delle strutture e degli operatori sanitari si concretizzer? con la proposta di Corsi di iniziazione al dialogo e alla relazione di aiuto agli studenti della facolt? di medicina e chirurgia ed ai medici specializzandi.
- Il coinvolgimento della Cappellania nei problemi etici della ricerca e della sperimentazione dei farmaci richieder? la presenza di un assistente religioso nel comitato etico dell?Azienda per difendere i diritti del malato.
- L?animazione e la formazione del volontariato ospedaliero all?interno del Policlinico stimoler? il contributo concreto dei cristiani nella promozione della salute e nella testimonianza della carit? nel mondo della sofferenza .
- L?attenzione ai familiari dei malati, soprattutto per coloro che vengono da lontano, spinger? la cappellania a creare punti di accoglienza presso le comunit? parrocchiali per offrire loro gratuitamente un alloggio e un segno tangibile di premurosa attenzione ai loro bisogni.

Una nuova stagione della pastorale sanitaria
Con l?istituzione della Cappellania ospedaliera mista, che gradualmente si va concretizzando nelle singole diocesi (vedi: Padova, Verona, Pistoia, Pisa,...), la pastorale della salute vivr? una nuova stagione. Certamente il cammino della sperimentazione non sar? facile, perch? non mancheranno difficolt? ed ostacoli di varia natura, quali la novit? delle figure pastorali, la reazione negativa di alcuni cappellani ospedalieri, il disagio iniziale degli stessi malati, i pregiudizi e la cattiva informazione.
Ma sono certo che lo Spirito Santo spazzer? le nubi degli indugi e la Chiesa potr? rivelare il volto femminile e materno di Dio con coraggio l? dove ?il mistero della sofferenza si confronta col mistero della carit??.

Bari, 30 dicembre 1997
Leonardo N. Di Taranto

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