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Commento al Messaggio del Santo Padre Francesco per la Quaresima 2016 - Ornella Scaramuzzi - 08/02/2016

Nella Bolla di indizione dell'anno giubilare straordinario della Misericordia, Misericordiae vultus, al n. 17, già c'è l'indicazione a come vivere la Quaresima. Pertanto la riprenderò nella seconda parte del mio intervento per estenderla ed applicarla al nostro organismo di Cappellania ospedaliera.

Desidero cominciare invece comunicandovi quello che la lettura del Messaggio ha suscitato in me per dirvi in che cosa mi ha fatto riflettere.

Il Papa, è nel suo stile, si rivolge alla Chiesa come ad una famiglia esortandone i componenti con la premura e la delicatezza di una madre che vuole ricordare ai suoi figli ciò che è importante, e non le importa di ammonire. In questa nostra famiglia, Dio è Padre misericordioso e i tanti figli che arrancano verso di Lui a causa del peccato, di egoismi, di devianze psicologiche e sociali, possono trovare la via nell'ascolto "orante" della Parola profetica.

Tuttavia non basta di per sé l'ascolto, ma "ogni cristiano è chiamato a fare esperienza in prima persona" - dice papa Francesco. Perciò saranno inviati, continua nel n. 18 della Bolla, i Missionari della Misericordia, sacerdoti che avranno la facoltà di rimettere anche i peccati più gravi, quelli riservati alla Sede apostolica, e prega i Vescovi di invitarli ed accoglierli. Essi saranno un ulteriore segno del perdono di Dio.

Maria, nel Magnificat, canta la misericordia di Dio che l'ha prescelta. In lei dobbiamo vedere l'icona della Chiesa che evangelizza perché è stata colmata del Bene perfetto dallo Spirito Santo: AMORE LE HA DONATO IL SEME DELL'AMATO.

E' chiaro così che è sempre Dio, l'AMANTE, che fa il primo passo e ha messo in noi dei doni da far fruttificare senza essere infingardi o passivi, come ci insegna la parabola dei talenti. Spesso però, invece, lo dimentichiamo e viviamo in acque basse quotidiane, dimenticando che siamo fatti per un progetto divino su di noi e non pensiamo che il tempo della vita ci è stato dato proprio per scoprire con gratitudine, altra parola non 'praticata frequentemente', quanto l'AMORE - MISERICORDIA di Dio ci ha donato in segreto, nel luogo più profondo del nostro cuore: ecco perché ascoltando il cuore ascoltiamo la voce di Dio.

Nella terra del cuore Egli ha seminato, perché portiamo frutti per la sua gloria. Siamo i contadini del suo giardino!

Dio vive con l'umanità un dramma d'amore : il tradimento, la fuga, il rifiuto o la negazione, la derisione del suo amore; e aspetta, aspetta sempre di vedetta, con cuore accogliente come quel Padre del figliolo sperperatore della parabola, per abbracciarci e dirci grazie di aver capito e di essere ritornati.

Per questo, come Padre trepidante per le sue creature, con un atto di estrema dedizione verso di noi ha donato il massimo che aveva, Suo Figlio, per insegnare ancora al popolo dalla dura cervice e ai lontani la conversione e l'Amore: la via del ritorno a casa.

Gesù sulla croce, ci rivela che siamo attesi dal Padre. Il punto debole però è che siamo noi quelli liberi di decidere se vogliamo entrare nella porta della Salvezza o invece scegliere di restare fuori nella solitudine di un cuore chiuso, nelle spire dell'egoismo, del potere, dell'invidia, del vittimismo, dell'esclusione dei fratelli, della sordità e cecità ai loro bisogni.

Rivestìti finalmente della Misericordia divina, potremo avere anche noi viscere di misericordia (rahamin) e compassione (hesed), irradiando la fantasia della carità sia in ambito materiale che spirituale.

MISERICORDIA INCARNATA

'Misericordia incarnata', ci ricorda il Papa e noi la contempliamo in Cristo sulla croce nel suo punto più alto, ma sempre, nel Vangelo, troviamo Cristo - Misericordia.

E' dunque un richiamo continuo per noi a dire sì al Vangelo, non con belle parole guardando quasi un cielo vuoto, ma immergendoci nella realtà dei bisogni del prossimo per vivere il grande incontro e scoprire lì la presenza di Gesù malato, sofferente, afflitto, emarginato, escluso che chiede aiuto. Così passiamo dall' "immanente" al "trascendente" in una conversione verso il Cielo attraverso le opere di misericordia.

Tornando ora alle ispirazioni che mi provengono dalla lettura del n. 17 della Bolla di indizione dell'anno santo della Misericordia,

Quali fiori possiamo cogliere dunque per la Quaresima della nostra Cappellania?

1. Riconoscersi peccatori secondo verità e contrizione di cuore

2. Purificare le intenzioni: "Guai a cristallizzare i carismi in dottrine astratte" - ha detto papa Francesco parlando alla conclusione dell'Anno della Vita dei Consacrati

3. Liberarsi dalle compulsioni missionarie per fare scelte profetiche e coraggiose

4. Confessare di più e portare i sacramenti con gioiosa solerzia: è un compito non un mestiere

5. Chiedere la virtù dell'umiltà per non ignorare le tante povertà che ci passano accanto, perché, in fondo a guardar bene, molte di esse appartengono anche a noi

6. Chiedere spesso nella giornata, con la preghiera, l'assistenza dello Spirito Santo che ci aiuti a discernere e ad avere le sue ali ai piedi per soccorrere

7. Visitare i malati con più impegno, individuando, con l'ascolto attento, i bisogni più profondi, i legami feriti, i vuoti da colmare

8. Considerare le fragilità di tutti noi, componenti della Cappellania, per sostenerci a vicenda fraternamente e non venir meno, per quanto possibile, all'impegno comunitario che rinnoviamo ogni anno

9. Riscoprire la gioia anche nell'età che avanza e riverberarla sugli altri, compagni e pazienti, allontanando le abitudini, le pigrizie, provando a rispondere più spesso: "Sì" che: "Non posso". Ricordiamoci di Maria!

10. Attingere ogni giorno alle letture personali della Bibbia e proporsi di non mancare a nessuna catechesi. Essere insieme ci rinvigorisce

11. Ogni giorno proporsi di mettere in atto un'opera di misericordia corporale ed una di misericordia spirituale, che, come dice il papa nel Messaggio, sono inscindibili. Annotarsele a sera per iscritto per ben ricordare e fare meglio, con un buon esame di coscienza

12. Ricordarsi che fare carità, per il cristiano, è fare giustizia misericordiosa. Diceva lo scrittore Miguel Cervantes (1547 - 1616): "Se talvolta inclinassi la bilancia della giustizia, fa che ciò avvenga non sotto il peso dei regali e dei favori ma per un impulso di misericordia".

E voglio concludere con le parole di don Primo Mazzolari che mi sembrano una buona ricapitolazione della visione cristiana più nitida, che siamo invitati ad avere sempre, oltre che durante la Quaresima:

L'Agnello ci insegna la fortezza, l'Umiliato ci dà lezioni di dignità; il Condannato esalta la giustizia; il Morente conferma la vita; il Crocifisso prepara la gloria.

Amen!

Ornella Scaramuzzi

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